Ultima modifica: 20 marzo 2020

Riflessioni sulla scuola a distanza (Benedetta cl.3A)

Riflessioni sulla scuola a distanza

 E se fossimo tornati nel 1348, quando la peste colpì tutta l’Europa?
Per fortuna il virus che dobbiamo fronteggiare noi del 2020 non è letale come la peste, ma ha creato un grande scompiglio.

Partendo dalla Cina a fine dicembre il coronavirus è riuscito ad arrivare a febbraio anche qui in Italia. La distanza dalla Cina all’Italia è di 7.562 km, eppure nella triste classifica dei Paesi con più contagiati siamo sul podio a occupare il terzo posto.

Noi studenti siamo a casa da scuola da quasi tre settimane e sembra che questo periodo di “vacanze forzate” non debba finire qui.
All’inizio, le lezioni erano state sospese subito dopo la fine delle vacanze di Carnevale e noi ragazzi abbiamo vissuto questa pausa come un “allungamento delle vacanze”, in poche parole, “una manna dal cielo”. Saremmo dovuti tornare a scuola il 1° marzo, ma con un nuovo decreto il rientro è stato posticipato al 15 per poi essere di nuovo spostato al 3 di aprile.
In questo arco di tempo la situazione è molto peggiorata e quella che sembrava un “allungamento delle vacanze” si è trasformata in una “reclusione”.

Dopo un po’ stare a casa diventa noioso, anche solo andare a scuola riempirebbe metà delle nostre giornate distruggendo questa noia difficile da combattere. Anche tutte le attività di svago sono state bloccate, c’è chi non ha potuto partecipare alla gara di pattinaggio, chi ha rinunciato al sacramento della Cresima e chi non può allenarsi nel campo di atletica.

Le aule virtuali sono un grande aiuto per non rimanere indietro con il programma, ma è molto più divertente stare con i propri compagni e sicuramente più interessante seguire le lezioni dal vivo.

Tra una lezione on line e l’altra, questo periodo di forzata assenza da scuola ci ha però fatto capire molte cose:

1) Le relazioni con i professori e i compagni fanno la differenza nelle nostre giornate a scuola e le rendono più leggere,
2) Studiare da casa ci obbliga ad organizzarci da soli, ad impegnarci nello studio personale mettendo in gioco le famose “competenze”,
3) Stare lontano da scuola ci fa capire quanto conta l’istruzione nella nostra vita,
4) Lo studio libero senza la scadenza della verifica o dell’interrogazione ci aiuta a conoscere meglio ciò che ci piace perché ci verrà spontaneo studiare di più l’argomento che ci appassiona e ci interessa e quindi è perfino “orientativo”!

Questo periodo difficile così, anche se non l’avremmo mai voluto, ci farà capire molte cose e magari riusciremo a sfruttare questo tempo per imparare qualcosa su noi stessi e su cosa ci piace davvero.

Benedetta Ambrosi, classe IIIA scuola Simeoni

 

 

 

 




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